Ospiti

OSPITI // Alessandro Pagano Dritto

«Amarti è non sognare / abbandoni di strade / nel disceso silenzio farsi erbe, dare nome / alla morte di ogni uomo»

(Giulio Nascimbeni, da «Paese», in Pianura, 1952)

Nasco a Schio, paese dell’Alto Vicentino, il 17 luglio 1986. La prima passione è la letteratura, che mi convince inizialmente ad entrare nel mondo del giornalismo per poter scrivere, e il mio libro preferito è Martin Eden di Jack London (1909). Nel settore, ad affascinarmi sono soprattutto i reportage di viaggio, in particolare quelli del polacco Ryszard Kapuscinski sull’Africa: Ebano, per esempio, del 1998.

Il 2011 mi fa conoscere la Libia, che fino ad ora non ho più abbandonato, ma nel mio immaginario del periodo entra prepotente anche la storiografia locale della Resistenza nel mio paese, che mi fa conoscere con nomi e volti precisi gli uomini che si nascondono sotto le definizioni, spesso vaghe, della Storia più ampia.

Dal 2014, con lo scoppio del secondo conflitto libico, la mia produzione giornalistica si concentra quasi esclusivamente sul paese nordafricano e ne scrivo più regolarmente – sebbene non manchino alcuni episodi precedenti – sul blog Cronache libiche, ospitato da Frontiere News. La mia prima testata è stata Il Referendum, scrivo anche per Gli Stati Generali.

Scriveva un giornalista del Corriere della Sera, Giulio Nascimbeni (1923-2008), che l’essenza di vivere in una realtà piccola e spesso raccolta come quella di un paese è quella di «dare nome alla morte di ogni uomo» (da «Paese», in Pianura, 1952): ovvero restituire un’identità precisa, singola e unica, anche a un evento che, come appunto la morte, necessariamente e inevitabilmente accomuna tutto il genere umano senza eccezioni. Ecco, senza illusioni di sorta io credo che così, se possibile, dovrebbe provare ad essere anche il giornalismo.

Twitter: @paganodritto