Ospiti

ARTISTI // Elio Ticca

Venus's-Hand-Mirrors

“Ciò che è sotto è identico a ciò che è sopra e ciò che è sopra è identico a ciò che è sotto; questo permette di penetrare le meraviglie dell’unità.”

Ermete Trismegisto

“Chi canta con rigida simmetria si stanca. Chi invece respira liberamente, seguendo una certa asimmetria o elasticità, cantando si sente sollevato.”

Marius Schneider, Il significato della musica

Candide Citò Alice, a.k.a. Elio Ticca, è artista e giornalista. Laureato in arti visive all’università Iuav di Venezia, ha conseguito un master in storia dell’arte presso la University of Leeds. Come giornalista, collabora con la piattaforma Artribune e varie pubblicazioni d’arte online. Vive e lavora a Londra.

Con il video Bolerò (2015), l’artista parte dall’analisi musicale del Bolero di Ravel (1928), in cui le singole parti strumentali del celebre brano da concerto sono eseguite con un unico violino elettrico, quindi montate digitalmente.


Di pari passo, ispirate dall’ossessività del refrain, tratto peculiare del brano ravelliano, le immagini si sviluppano come una variazione sul tema della rigenerazione, interpretando un luogo e un elemento: Venezia, e l’acqua.
Come la composizione, infine, la sfida all’immutabilità dell’armonia, il refrain, diventa unisono con un’altra sfida: la fuga rispetto alla forza di gravità. La voglia di volare diventa quindi sublimazione dello stato “fluido”, viscerale, immanente, urbano, dell’animale umano: precario tra nuoto e danza.

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